Al via la “Tredicina” di Sant’Antonio
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Al via la “Tredicina” di Sant’Antonio

Che cos’è la Tredicina a sant’Antonio?
Perché al Santo non basta una novena…
31 Maggio 2024

Molti chiedono il significato della “Tredicina di sant’Antonio“: cosa vuol dire questa espressione? Per quale motivo agli altri santi spesso si dedica una novena (pregandoli per nove giorni consecutivi) e a questo santo ci si rivolge con un’altra modalità?

Il 31 maggio, inizia la Tredicina di sant’Antonio, i 13 giorni di festa e preghiera che preparano alla grande solennità del Santo, il 13 giugno. Ogni anno in tanti santuari del mondo dedicati al nostro grande Antonio, e in particolare a Padova, presso la basilica a lui intitolata, da noi qui ad Eboli il santo è molto venerato.

Perché sant’Antonio ha un bambino in braccio?

È Gesù Bambino e rievoca un episodio degli ultimi giorni della vita del Santo, quando si trovava a Camposampiero. Qui in preghiera e contemplazione sul maestoso noce, una sera ebbe una visione, la visita di Gesù Bambino. Raffigurare sant’Antonio da Padova con il bambino è un modo per descrivere il suo attaccamento all’umanità del Cristo e la sua intimità con Dio.

13 giugno Sant’Antonio protettore si fa vicino ai fedeli e devoti ebolitani e d’intorni. Devoti che dal mattino presto e per l’intera giornata la Chiesa SS. Trinità – Rettoria Sant’Antonio di Padova – Eboli è gremita, per ascoltare la Parola di Dio, a chiedere il Pane benedetto.
Per pregare per sé, per i loro cari e per l’umanità invocando la protezione e il sostegno di sant’Antonio «insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti» così come l’ha definito papa Francesco alla vigilia della ricorrenza.

Non c’è chiesa che non abbia un altare, un dipinto, una statua, un affresco a lui dedicato.
Per non parlare poi delle sue immagini presenti ovunque, anche nelle nostre case.
Noi sentiamo sant’Antonio come il nostro grande intercessore presso Dio. In lui c’è un continuo richiamo alla conversione a una vita santa.

I simboli che lo accompagnano (il giglio, il libro, il pane e Gesù Bambino) ci raccontano di una vita pura, amante della Parola di Dio, disponibile verso tanti, soprattutto i piccoli e i poveri.

Sant’Antonio è un compagno di viaggio nella quotidianità della nostra vita. È il fratello maggiore, l’amico confidente di cui sentiamo la necessità in certi momenti particolarmente difficili della nostra esistenza.
Innumerevoli i miracoli a lui attribuiti. Il più toccante è senz’altro quello avvenuto a Camposampiero: qui, nel segreto di una celletta, ad Antonio apparve Gesù Bambino.

È per questo che proprio a sant’Antonio vogliamo chiedere con la preghiera della Tredicina di poter accogliere il dono grande dell’amore di Dio che si fa carne nella nostra esistenza quotidiana.
Signore nostro Dio, che per ricondurre gli uomini sulla via della verità, hai donato alla tua Chiesa sant’Antonio, infaticabile annunciatore del Vangelo, fa’ che anche noi, forti della fede, indichiamo ai fratelli, con la santità della nostra vita, la via della salvezza.

Carmela Morrone