Conferenza stampa di ieri sullo stato delle politiche sociali ad Eboli: L’analisi dell’esperto Ivan Vernosce
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Conferenza stampa di ieri sullo stato delle politiche sociali ad Eboli: L’analisi dell’esperto Ivan Vernosce

La conferenza stampa di ieri tenuta da Generoso Di Benedetto, con un’analisi particolareggiata e dettagliata, ha messo in evidenza alcuni aspetti che dovranno essere da monito ed al tempo stesso da guida per chi dovrà co-progettare gli interventi.

La prima evidenza è che, a distanza di sette anni dal varo della Legge 112/2016 – Dopo di Noi, ci sono molte difficoltà applicative e poche esperienze territoriali (Eboli è una delle poche).

La seconda evidenza è lo scarso utilizzo delle risorse messe a disposizione dallo Stato, decisamente inferiore alle stime del fabbisogno economico previsto per rispondere ai bisogni che la legge affronta.

Non sorprende, pertanto, in tal senso l’intervento della Corte dei Conti che, con la deliberazione del dicembre 2022, raccomanda alle autorità pubbliche, nazionali, regionali e locali (ad Eboli, visto l’accaduto, la raccomandazione non è servita) di sfruttare meglio le risorse previste, a partire da quelle aggiuntive stanziate nel Pnrr, per realizzare gli obiettivi di servizio della legge a tutela e promozione del benessere delle persone a cui la legge si rivolge.

La terza evidenza è che, analizzando alcune delle esperienze che sono riuscite a realizzare i percorsi di distacco e di emancipazione emerge in primis come sia risultata decisiva la capacità del lavoro sociale territoriale di costruire dei nuovi setting di co-progettazione che hanno alimentato nuovi processi fiduciari tra famiglie, servizi e istituzioni. Questo aspetto conta più della norma!!!

Conta di più, perché non possiamo non rilevare come la sua applicazione richieda una nuova modalità di lavoro molto meno burocratica e prestazionale e molto più dialogica verso le persone con disabilità ed i loro genitori e molto più integrata soprattutto sul piano culturale prim’ancora che su quello metodologico, tra i diversi attori professionali del servizio pubblico (sanitario e sociale) e del privato sociale oggi in prima linea sui territori nell’ambito nei servizi e degli interventi di welfare per la disabilità.

Basterebbe prendere atto di ciò e non insistere in futili giustificazioni.