Eboli perde il ruolo di capofila nel SAD. Una ennesima mortificazione per il nostro territorio: l’amarezza del consigliere Emilio Masala
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Eboli perde il ruolo di capofila nel SAD. Una ennesima mortificazione per il nostro territorio: l’amarezza del consigliere Emilio Masala

Eboli perde il ruolo di capofila nel SAD. Una ennesima mortificazione per il nostro territorio.

 

Assistiamo all’ennesimo scempio dell’amministrazione Conte.

Quando da assessore all’ambiente insieme al Sindaco Cariello, in ossequio alla normativa regionale in materia di ciclo integrato dei rifiuti, fummo i promotori della costituzione del primo SAD in provincia di Salerno, riuscimmo, grazie ad una rete di ottimi rapporti istituzionali, ad individuare per Eboli il ruolo di capofila, con il favore degli altri Sindaci dell’ambito.

Al di là dei rapporti istituzionali, il ragionamento che vedeva il nostro Ente come capofila faceva leva su due importanti aspetti, coincidenti con la maggiore popolazione residente e, soprattutto, sul fatto di avere sul nostro territorio un impianto di compostaggio.

A differenza di ciò che accade oggi, all’epoca c’era una idea ben chiara e precisa di sviluppo e salvaguardia del nostro territorio, supportata da competenza e capacità amministrativa.

Oggi, in assenza di rapporti istituzionali e di programmazione, non si comprendono le strategie e le idee dell’amministrazione guidata dal Sindaco Mario Conte, il quale con dichiarazioni inconsistenti cerca di giustificare siffatte sciagure.

In quella direzione e in vista della effettiva operatività del SAD riuscimmo, altresì, a portare ad Eboli un finanziamento di ben 2 milioni di euro per l’ammodernamento dell’impianto di compostaggio dando ancora più solidità al ruolo di comune capofila.

Dopo quanto accaduto in questi giorni, come già per altre tematiche – vedasi la questione ospedaliera ma l’elenco sarebbe lungo – prendiamo atto, ancora una volta, dell’isolamento politico ed istituzionale in cui vive l’amministrazione Conte che, purtroppo, non perde occasione di mostrare tutta la propria inadeguatezza.