GERARDO ROSANIA: EBOLI, I DATI SOCIO/ ECONOMICI CI RIVELANO UNA SITUAZIONE DI ASSOLUTA EMERGENZA.TUTTO IL RESTO È MERO CHIACCHIERICCIO!
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GERARDO ROSANIA: EBOLI, I DATI SOCIO/ ECONOMICI CI RIVELANO UNA SITUAZIONE DI ASSOLUTA EMERGENZA.TUTTO IL RESTO È MERO CHIACCHIERICCIO!

Qualche anno fa, sulla base di un mio studio di statistiche sociali ed economiche sulla nostra città, e sulla Piana del Sele, lanciai un allarme che si può così riassumere:

ATTENZIONE:

A)Siamo una città che si sta impoverendo , dove il reddito medio pro capite è il più basso della Piana è quello che cresce più lentamente;

B)come conseguenza del dato economico la popolazione si sta riducendo, nascono sempre meno figli, cresce il divario fra nati e morti aumenta la emigrazione .

C) le percentuali della emigrazione sono superiori a quelle dell’immediato dopoguerra.

Solo che allora emigravano le braccia, oggi emigrano i cervelli per formare i quali le famiglie ebolitane hanno speso soldi, ma la cui professionalità verrà utilizzata da altri.

C) se non fosse per una cospicua presenza di immigrati, potremmo parlare di vero allarme spopolamento.

E tralascio i dati sull’abbandono scolastico ecc.

Mi aspettavo, su questioni di questa portata, che parlano direttamente al futuro della nostra città, si aprisse, finalmente, dopo anni di torpore una discussione vera.

Mi aspettavo che le forze politiche, le forze culturali, le forze produttive e sociali prendessero la parola per dire qualcosa , che chi ha l’onere di amministrare questa città proponesse una lettura di quei dati.

Che la stessa stampa uscisse dal solito “tran tran” del toto assessori, della pubblicazione dei comunicati per il taglio di un po’ di erba sotto il marciapiede presentato come atto straordinario, o sui ringraziamenti mancati per il finanziamento di una festa ecc. Insomma che ” si battesse un colpo” .

 

E si incominciasse , davvero , a ragionare, a partire dal fatto che, dinanzi a dati così allarmanti , da soli non si va da nessuna parte, e che bisognava ragionare come area della Piana del Sele .Inutile negarlo, mi è sembrato di predicare nel deserto! Ma capisco: il solito comunista! Non gli va mai bene niente! Chissà dove ha ricavato quei dati. Ma ora ai dati , ai numeri ,non può sfuggire più nessuno.

Stavolta il quadro dell’agonia di questa città non è il frutto del lavoro individuale del ” comunista estremista/Cassandro “, no stavolta i dati stanno scritti, nero su bianco nel DUP 2024/2026 che il Consiglio si accinge ad approvare, e come era facile prevedere, sono peggiori, molto peggiori rispetto a quelli di qualche anno fa! Vediamoli:

– Popolazione : siamo ridotti al 31/12/2022 a 37.594 con la perdita secca nel solo 2022 di 314 unità ossia il proseguendo in un trend che ha avuto inizio nel 2016 quando gli abitanti di Eboli superavano i 40.000. in 7 anni abbiamo perso 2.521 abitanti , ossia il 6,28% della popolazione.

– Stranieri :della popolazione 4.754 sono stranieri , ossia il 12,6% della popolazione .Senza di questi saremmo un paesone di poco più di 30.000 abitanti.

– Emigrati :Nel 2022 sono emigrati ( andati via dalla nostra città . Quindi non si parla degli studenti che studiano fuori!) 820 persone : cioè Il 2,16% della popolazione al 1/1/2022;

– Nascite:

Continua il calo dell’indice di natalità siamo al 7,7 nel 2021, ogni 1000 abitanti , giusto per ricordarlo nel 2016 l’indice di natalità ad Eboli era del 9,3 ogni 1000 abitanti.

-Mortalità : cresce al contrario l’indice di mortalità che arriva nel 2021 a 9,9 ogni 1000 abitanti. Nel 2016 era del 7,5 ogni 1000 abitanti; Questo è anche il frutto di un invecchiamento della popolazione.

– indice di vecchiaia cioè il rapporto fra gli ultra sessantacinquenni e gli abitanti con meno di 14 anni è arrivata a 139,1. Cioè 139,1 anziani ogni 100 giovani. Nel 2016 era 114,6. Infatti nel 2022 gli abitanti con più di 65 anni rappresentano il 19,2% della popolazione, nel 2015 erano il 16,5%. Mentre gli abitanti con meno di 14 anni nel 2022 sono il 13,8% della popolazione, nel 2016 erano il 14,4% . Di conseguenza l’età media degli Ebolitani nel 2022 è di 43,5 anni, nel 2016 era di 41,4 anni Qualcuno potrebbe dire: sono dati generali. Va così in ogni paese. Vero! Ma ad Eboli certi fenomeni sono più accentuati: Giusto per capirci :

-ad Eboli il calo demografico fra il 2021 ed il 2019 è pari al 5,19%

– a Battipaglia è del 2,45%;

– a Capaccio del 2,81%;

– a Pontecagnano è del 1,89% ;

– a Bellizzi è del 1,32%.

Nella intera Piana del Sele il calo è del 3,11%.;

– la percentuale di emigranti ad Eboli resta la più alta dell’intera piana del Sele.

Ma sono i dati economici che ci parlano di un vera e propria emergenza:

-Nel 2021 il reddito medio procapite ad Eboli è stato di 16.026,56 euro;

In Provincia di Salerno è stato di 17.531,02 euro;

In Regione Campania è stato di 18.459,39 euro;

A livello nazionale è stato di 22.539,1 euro.

Siamo i più bassi in termini di valori assoluti, ma siamo anche quelli che crescono lentamente: 2021 rispetto al 2011 la crescita ad Eboli è stata di 11,38%, in Provincia di Salerno è stata di 14,77%, in Regione Campania è stata di 12,80% , a livello nazionale è stata di 14,67% . Per cui il divario in valore assoluto cresce : Rispetto alla Provincia nel 2011 era di 885,92 euro, nel 2021 è diventato di 1504,46 euro; Rispetto alla Regione Campania, nel 2011 era di 1975 ,44 euro, nel 2021 è diventato di 2432,83 euro ; rispetto al reddito medio nazionale, poi, la differenza era di 5.266,31 euro nel 2011 diventa di 6.512,54 euro nel 2021.Un abisso. Infine in termini di settori produttori di reddito, che piaccia o no, l’agricoltura rimane il settore principale col 24,40% del reddito totale prodotto; La manifattura si ferma al 9,11%,, il commercio si ferma al 21,38% , la logistica arriva al 20,54% , la sanità si ferma al 10,22%.

Questo il quadro! Questi i dati, scritti!

Ora sta alle forze politiche, alle forze sociali e culturali aprire una riflessione vera, per capire come fronteggiare una situazione che va sempre più deteriorandosi e che vede impoverirsi. sempre di più la città. Io ripropongo una questione e mi fermo. Una situazione così compromessa non la può risolvere una città da sola. Non si può pensare di uscirne solo con le opere pubbliche. Non si può pensare di venirne fuori se non si mette in piedi un disegno complessivo di crescita, che sia di area vasta, e che veda tutti i comuni della Piana muoversi verso obiettivi chiari e condivisi. Vediamo se stavolta ” dal deserto” arriverà qualche voce.