HOTEL GRAZIA DI EBOLI , CONFERENZA STAMPA DELLA ASSOCIAZIONE ” SVILUPPO AGRICOLTURA PROGRESSO”.
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HOTEL GRAZIA DI EBOLI , CONFERENZA STAMPA DELLA ASSOCIAZIONE ” SVILUPPO AGRICOLTURA PROGRESSO”.

INVITO A CONFERENZA STAMPA

In tutta Europa continua la protesta dei ” trattori” .

Ad Eboli zona agricola per eccellenza, o si tace o ci si limita a posizioni di mera solidarietà, prive di una reale analisi della situazione del mondo agricolo.

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO, ALLE ORE 11,00, ALL’HOTEL GRAZIA DI EBOLI , CONFERENZA STAMPA DELLA ASSOCIAZIONE ” SVILUPPO AGRICOLTURA PROGRESSO”.

UNA VOCE ALTRA SULLE QUESTIONI AGRICOLE , VERSO UN NUOVO PATTO SOCIALE .

Interverrà DANIELE PETRONE!

Via Giuseppe Romita N° 26 84047 Capaccio (SA) Cod. Fiscale 93029450652
Associazione
SVILUPPO
AGRICOLTURA
PROGRESSO
VIA G. ROMITA 26- CAPACCIO (SA)
APPELLO PER UN NUOVO PATTO SOCIALE – AGRICOLTURA E SOCIETA’
Un altro anno in rosso per le nostre aziende agricole. Ancora una volta i ritardi della politica, la
burocrazia, e l’aumento vertiginoso dei prezzi della materia prima (semi-gasolio-mangimi-concimi-
gas-elettricità) a cui non è conseguito un maggiore ricavo da parte dei produttori poiché il prezzo
di vendita all’origine non ha subito aumenti, mentre il prezzo al consumo in alcuni casi si è
addirittura SESTUPLICATO a vantaggio della grande distribuzione, mortificando i produttori e
danneggiando i consumatori. Come sempre a pagare è l’anello più debole: produttori e
consumatori. Questa tendenza sarà irreversibile se da subito non si inverte la rotta, colmando i
ritardi accumulati.
Gli effetti devastanti per la nostra economia sono palesi: espulsione dal circuito produttivo delle
piccole e medie aziende, accorpamento della proprietà fondiaria, indebitamento, usura,
penetrazione della malavita organizzata nei processi produttivi e nella gestione della forza lavoro,
sottosalario, caporalato, sofisticazioni alimentari per abbattere i costi di produzione a danno della
salute dei consumatori, solo per citare alcuni dei fattori che mettono la nostra agricoltura “fuori
mercato”, relegandola così sempre più a essere schiava delle multinazionali e di una Ricerca ad
essa asservita. La nostra provincia, ultimo baluardo “verde”, cuore pulsante dell’intera economia
agroalimentare della nostra regione e con un consistente patrimonio Demaniale e Pubblico, vive
un profondo mutamento del proprio tessuto socio-economico, e ciò soprattutto a causa di
strategie calate dall’alto, prive di ogni forma di concertazione e programmazione. Occorre ripartire
dai territori, ridare centralità alla loro naturale vocazione, valorizzando paesaggi, bellezze
naturalistiche e architettoniche legate al mondo rurale e alle produzioni.
Istituire un presidio-osservatorio, capace di guardare all’evoluzione dei nuovi processi in atto nel
comparto agricolo per indirizzare e programmare il cambiamento dal basso, attraverso la
partecipazione di tutti. Di certo non pensiamo ad un’agricoltura “bucolica” come illustri pseudo-
chef ci propinano attraverso i media tutti i giorni, ignorando la storia, la cultura e la tradizione di
quel prodotto. Un’agricoltura di qualità, rispettosa dell’ambiente e della biodiversità, capace di
distribuire reddito e sicurezza alimentare a tutti e non solo a chi può permetterselo.
La rabbia, l’amarezza che in questi giorni i coltivatori in tutta Italia manifestano nel sentirsi ancora
una volta mortificati, umiliati e traditi da coloro i quali dovrebbero difendere e garantire diritti e
regole uguali per tutti, ha il grande merito di aver acceso i riflettori sul futuro dell’agricoltura.
Dunque, il tema della rappresentanza assume valore di dissenso verso la politica e le
organizzazioni sindacali agricole? Per dare una risposta corretta bisogna comprendere le vere
ragioni della protesta italiana. Infatti, come in tutti i movimenti spontanei o autonomi, nascono
contraddizioni che, se non risolte, conducono al fallimento.
In molti comunicati vengono rivolti attacchi alla Politica Agricola Comunitaria (PAC), quindi alla
politica che l’Europa dovrebbe sostenere dell’agricoltura ma che risulta essere sbilanciata verso
altri settori. Ma l’Europa non è un contenitore astratto, né privo di rappresentanza istituzionale e
di governo dei singoli stati aderenti. Perciò, non è corretto addebitare responsabilità unicamente a
chi ha solo il compito di aggregare la spesa e non la gestione della stessa, che invece è affidata.
Via Giuseppe Romita N° 26 84047 Capaccio (SA) Cod. Fiscale 93029450652
all’autonomia dei singoli stati. Ciò in Italia avviene attraverso le regioni con i Piani di Sviluppo
Rurale (PSR).
il prezzo della crisi non può essere pagato solo da chi produce e da chi consuma. La nostra regione
è chiamata a sostenere a voce alta e con forza nella conferenza Stato-regioni la difesa del reddito
agricolo. Attraverso una rimodulazione dei fondi PNRR da destinare alle PMI agricole con finalità
ecosostenibili nel rispetto della biodiversità e per aumentare la qualità e la salubrità dei prodotti
accompagnando quindi la transizione verso un’agricoltura in grado di affrontare le sfide della crisi
climatica e della biodiversità. È inaccettabile che nell’attuale PAC la minoranza di aziende agricole
più grandi monopolizzi centinaia di migliaia di euro di aiuti pubblici mentre la maggioranza degli
agricoltori non riceve che le briciole. Rimodulare per noi significa costruire processi reali e
strumenti efficaci per abbandonare la logica dei pagamenti fissi e diretti, che premia l’abbandono
e penalizza chi produce. Infatti, in questa logica, seppure marcatamente in modo differente, sia il
Farm Bill (legge che regola negli Stati Uniti le politiche agricole e alimentari) che la PAC non
soddisfano le giuste rivendicazioni del mondo agricolo. Ovviamente, il riferimento va agli
strumenti adottati, come in passato, di politiche agrarie, difatti nella UE gli aiuti diretti continuano
a rappresentare gran parte della spesa, mentre negli USA sia è privilegiata la gestione del rischio, e
dei pagamenti rivolti a sostenere le produzioni agricole in caso di crisi. Ebbene, in entrambi i casi,
seppure in modo diverso, registriamo in diversi Stati dell’Unione la protesta degli agricoltori, e
negli USA di certo l’economia agricola non brilla, considerata la recessione economica dei diversi
Stati americani e soprattutto le lungaggini delle trattative per il rinegoziato del Bill Farm.
Ordunque, occorre dare risposte subito per questo rivendichiamo un prezzo minimo garantito
sulle produzioni agricole che tenga conto non della superficie agricola, bensì dei costi e dei ricavi.
Tutto ciò non solo ci proteggerà dalle forme di speculazione finanziaria a cui tutt’oggi l’agricoltura
è sottoposta, ma favorirà il potere contrattuale delle aziende agricole rispetto alla vendita
sottocosto del proprio prodotto. Pertanto, è urgente e indifferibile dare piena attuazione al
Decreto Legislativo 198 del 2021 con cui la direttiva sulle pratiche commerciali sleali è stata
attuata in Italia.
È nostra intenzione condividere e confrontare tali riflessioni con chi ha a cuore il futuro della
nostra agricoltura, siano essi cittadini, consumatori, rappresentanti di forze politiche, di
associazioni, e di chiunque consideri che l’Agricoltura sia “Vita” e che pertanto vada difesa, senza
se e senza ma.

 

Ti Aspettiamo.