Il Piacere d BenEsserci VIII Puntata: Rubrica a cura della dott.ssa Mariella Marotta Pedagogista Clinico – “Le vacanze, riflessione o distrazione?”
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Il Piacere d BenEsserci VIII Puntata: Rubrica a cura della dott.ssa Mariella Marotta Pedagogista Clinico – “Le vacanze, riflessione o distrazione?”

UNA PAUSA DI RIFLESSIONE O UNA DISTRAZIONE? SI AVVICINA IL VACANZA TIME.

ANCORA DEGLI INTERESSANTI SPUNTI DI RIFLESSIONE DA PARTE DELLA NOTISSIMA PROFESSIONISTA EBOLITANA, CHE  TRAMITE LA SUA SEGUITA RUBRICA QUINDICENNALE, ARRICCHISCE IL PROSCENIO CULTURALE CITTADINO.

LINA: “ lavoro ore e ore per preparare le mie lezioni di ballo. Mi impegno molto più di qualsiasi altro insegnante per prepararle….e ho anche molti più corsi degli altri. Lavoro così tanto che mi sembra di non avere più tempo per la mia vita privata. E poi, quando un genitore fa un commento leggermente negativo, me lo rimprovero per giorni e giorni”. Lina è una donna che ultimamente soffriva di ansia notturna. Continua col dire: “ricordo che quando ero bambina e portavo a casa la pagella, mio padre mi criticava sempre, indipendentemente da quanto fossi stata brava, e io prendevo sempre 10 e lode. Se prendevo 10 –, oppure anche 10, mio padre mi chiedeva come mai non fosse stato 10 e lode. Niente di ciò che facevo sembrava soddisfarlo. Ancora adesso sento che non svolgo abbastanza bene i miei compiti”. 

PEDAGOGISTA CLINICO: “è evidente che lei abbia imparato molto presto nella vita a sforzarsi sempre più duramente , nella speranza che questo sforzo possa proteggerla dal perdere l’amore dei genitori”

LINA: “ Mi sento sempre sotto pressione. Mi sento di dover spingermi a fare sempre di più o sempre meglio. La notte vivo stati d’ansia perché avverto che non c’è abbastanza tempo per portare a termine tutto ciò che avevo programmato” 

PEDAGOGISTA CLINICO:“ è quasi come se alla sua vita fosse sottratta costantemente la parte divertente” 

LINA:“ io so che un giorno mi godrò la vita, ma per ora devo lavorare” 

PEDAGOGISTA CLINICO: “ quindi lei sogna una vita piacevole, ma continua a posticipare il momento della gratificazione?“ 

LINA: “si, è da sempre che è così, lo so che sono abitudini mentali assurde. ma tra un po’ vado in vacanza e cercherò di distrarmi. Magari cerco di non pensarci.”

PEDAGOGISTA CLINICO: “ sicuramente la distrazione le farà bene ma le consiglio di approfittare di questo momento di pausa per fare delle riflessioni e per prendere coscienza del fatto che lei è attanagliata da un pensiero distorto e da una  voce che la spinge a criticarsi continuamente. Se lei intercetta questi schemi minacciosi per la sua serenità, potrà prenderne il controllo prima di tuffarsi un’altra volta in una sfida contro se stessa”

LINA: “sì è vero, mi sembra sempre di essere in una sfida contro me stessa. No so davvero cosa farci, è più forte di me”

PEDAGOGISTA CLINICO: “le sarà utile rendersi conto che abbassare gli standard fino a renderli più ragionevoli sarà per lei un sollievo, e le fornirà finalmente il tempo per soddisfare gli altri bisogni che ha e potrà trovare più tempo per godere dei piaceri più semplici. La sua visione distorta le è data dallo schema del perfezionismo che si è costruita negli anni. Lei si concentra sugli errori che lei commette, e mai sui suoi meriti. Qualsiasi difetto nel suo operato, anche il minimo errore, si sposta al centro dei suoi pensieri. Il senso critico che esercita su se stessa è inesorabile”

Lina è solo una delle tante persone vittima di un educazione altamente performativa e molto richiedente che le ha costruito uno schema di perfezionismo che le procura distorsione mentale e percettiva agendo sulla mente. 

LINA: “ in che senso PRENDERE UNA PAUSA DI RIFLESSIONE e non di distrazione? Se mi distraggo e non ci penso non è meglio?”

PEDAGOGISTA CLINICO: “certo, la distrazione è molto vantaggiosa per l’apprendimento. Quando ci si distrae si entra in maggiore contatto con se stessi e si diventa decisamente più creativi nel trovare soluzioni alternative”

LINA: “e quindi?”

PEDAGOGISTA CLINICO: “è a questo punto che può utilizzare la sua creatività per provare a spezzare la catena dell’abitudine diventando pienamente cosciente e raffinando la consapevolezza così da disinnescare lo schema disadattivo”

LINA: “ ovvero? Cosa dovrei fare?”

PEDAGOGISTA CLINICO: “ di certo godersi la vacanza. POI SI MUNISCA DI LEGGEREZZA, COMPASSIONE PER SE STESSA E UN PIZZICO DI AUTO IRONIA  e faccia caso a queste 5 cose che mette in atto: 1- noti quando vede le cose in un unico modo, tenendo in poco conto tutte le prove che dimostrano il contrario; 2 – quando un singolo avvenimento assume il significato di un meccanismo perpetuo, per esempio quando usa  parole come “sempre”, “mai”. 3- quando spiega il comportamento degli altri attribuendo loro i peggiori intenti. 4- quando arriva alle conclusioni che le sue peggiori convinzioni siano vere, sebbene non ci sia una prova certa. 5- infine quando esagera ingigandendo  un fatto fino a farlo diventare una catastrofe”

Lina: “ e in questo modo mi sentirò meglio?”

PEDAGOGISTA CLINCO: “in questo modo potrà trovare i meccanismi distorti del suo schema e disinnescarlo. Con questa pausa di riflessione  si darà l’opportunità di BENESSERCI e di piacersi di più. Non solo abbatterà gli stati d’ansia, ma amerà la sua vita e se stessa come non le era mai capitato prima. Allora cosa dirle? Le auguro di avere il coraggio di distrarsi abbastanza e la forza d’animo per prendersi una meritata PAUSA DI RIFLESSIONE!”