Il piacere di “Benesserci” VII puntata: Arte & Felicità. Rubrica a cura della dott.ssa Mariella Marotta pedagogista clinico
Comunicato Stampa Cultura

Il piacere di “Benesserci” VII puntata: Arte & Felicità. Rubrica a cura della dott.ssa Mariella Marotta pedagogista clinico

Consueto appuntamento bisettimanale con la presidente dell’associazione “Eboli Creativa” dott.ssa Mariella Marotta e le sue “pillole” di buon vivere.

Guarire? No. imparare ad essere felici ! L’arte e l’invenzione dei miracoli

Accanto a lei c’era un uomo. Era vestito in modo assolutamente naif, gli abiti non avevano tempo e a pensarci bene anche i suoi modi erano anacronistici. Margherita si era fatta l’idea che quell’uomo seduto in treno accanto a lei in quella mattina tempestosa ed affannata come tutte le sue mattine da un po’ di tempo a questa parte, fosse il ritratto della felicità. Lei no, lei era super indaffarata, ultimamente dimenticava di tutto e faceva capolino nella sua vita anche quello che per tutti è il panico ma che per lei era un disagio che cominciava a comprometterle la quotidianità. Margherita cominciò a dialogare con quest’uomo e il momento fu così intenso da non ricordarlo più come realmente accaduto o mero frutto della sua finalmente e sorprendentemente ritrovata immaginazione. “ho bisogno di invertire la rotta delle mie paure, di sciogliere i nodi di questo mio malessere! Lei che vive questo stato di grazia, mi direbbe come posso guarire?”, “guarire?” chiese l’uomo “guarire è una parola stonata. Lei deve imparare ad essere felice! Cominci a fare qualcosa, qualcosa di creativo. Si dedichi all’arte, crei simboli narrativi. Poesia, pittura, musica, scrittura. Prenda tutto ciò che c’è di razionale nella sua vita e lo trasformi in un sogno ad occhi aperti. Immagini di muoversi, parlare, fare le cose che davvero vuole per sé, le trasformi poi in situazioni artistiche. Prenderanno forma e volume.” “l’arte? Lei dice?” si incuriosì Margherita “a me piaceva molto la poesia, la su completezza, le sue potenzialità”. “sì, la poesia deve essere una costante nella vita per purificare l’ego. Ogni giorno dovremmo fare poesia senza preoccuparsi se ciò che scrive sia bello o brutto.” Un po’ pensierosa Margherita esclama “ ritornare all’arte? Ci vorrebbe un miracolo!” “ I miracoli non esistono, anzi esistono! Sono quelli che si inventano…” “ diventare inventori di miracoli?” “sì, signora cara, dovremmo realizzare di tanto in tanto un atto gratuito, una piccola cosa che renda felici gli altri e noi stessi. Ad esempio a volte io infilo una banconota nella tasca di un mendicante addormentato perché si convinca di essere stato fortunato. Queste piccole azioni migliorano la nostra creatività e col tempo diventeranno un miracolo anche nella nostra vita!”. Arrivata a destinazione Margherita saluta carezzevolmente quell’uomo e portando con sé quest’aria magica di rinnovo creativo e miracoloso ricomincia da sé, ricomincia ad osservare il suo respiro, è viva, sì lo è ancora. Ascolta le cose pensando che forse fare arte è quel miracolo che deve compiere per ri-conoscere se stessa, per benesserci, per conoscere l’umanità e l’universo che porta custodito nella sua interiorità. Forse davvero non si tratta di guarire….deve solo imparare ad essere felice!

Tratto liberamente da “psicomagia” di A. Jodorowsky