IL PROGETTO DI UN PARCO LETTERARIO AD EBOLI NEL SEGNO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE
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IL PROGETTO DI UN PARCO LETTERARIO AD EBOLI NEL SEGNO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

ARTICOLO TRATTO DA “LE CRONACHE DEL SALERNITANO” DEL 15 GENNAIO 2024

La cultura per valorizzare il territorio,  un parco Letterario per creare sviluppo economico e sociale. Ecco un nuovo obbiettivo, che mirando a recuperare  l’identità, la cultura, la storia e le tradizioni locali, vuole consegnare a Eboli una nuova idea di  crescita. Uno strumento dentro cui si possa organizzare visite guidate, eventi tematici ed anche attività legate al mondo dell’enogastronomia e dell’artigianato. In questo modo la letteratura diventa uno strumento di promozione turistica che attraverso i suoi più illustri personaggi interpreta il territorio come un mezzo per salvaguardare i suoi luoghi. Questo è l’impegno e la ricerca che un comitato di formazione letteraria,  il Dott. Raffaele Ferrara e studiosi locali, ha formalizzato ai membri dell’assise comunale ebolitana: “prendere coscienza delle opportunità che una ponderata e responsabile gestione del nostro patrimonio culturale possa contribuire alla crescita ed allo sviluppo di questa magnifica terra, patria di scrittori e importanti uomini – afferma Raffaele Ferrara”. Il parco letterario è un’area che celebra la letteratura, spesso collegata a scrittori famosi o opere letterarie specifiche. Una possibilità che però deve essere formalizzata da un avvallo tecnico e burocratico; condizione indispensabile per poter porre la proprio candidatura e la richiesta di adesione alla società ”Paesaggio Culturale Italiano” affinché entri a fare parte della rete dei Parchi Letterari, una rete nazionale che oggi rappresenta un’opportunità concreta di crescita per le comunità e le imprese locali. “Il parco letterario è uno strumento in più per lo sviluppo, potrebbe diventare un incubatore di impresa, possono essere dei luoghi in cui i giovani si ritrovano, non solo per ripassare la storia ma anche perché nella storia possono trovare il loro futuro; insomma un progetto che mira ad essere un contenitore di eventi culturali a 360 gradi, quindi non solo letteratura ma anche altre forme che creino turismo e processi di interazione – sostiene Il dottor Ferrara- che continua:  Eboli con la sua identità culturale e intellettuale,  esprime  una  risorsa strategica su cui investire; un elemento costitutivo di un modello di sviluppo territoriale, un’area che celebra la letteratura, collegata a scrittori famosi e a opere letterarie”. A coadiuvare  questo progetto c’è anche la  mirabile collaborazione del Dottor Carmine Caprarella funzionario economico-finanziario del Comune di Eboli e attento studioso della storia ebolitana di cui ha svolto molte ricerche in ambito nazionale, e esaminatore di molte tipologie di Parchi Letterari, di cui è stato ospite: “Il Parco Letterario è un’ istituzione con marchio registrato che possiede però alcune regole fondamentali; per entrare in tale struttura bisogna rispondere a sostanziali caratteristiche attraverso un percorso guidato con i responsabili dell’organizzazione. La città o la zona, che si prefigge di aderire al parco Letterario, deve avere un collegamento diretto con l’artista – continua Caprarella – un requisito essenziale riferito a un illustre personaggio  che in quel luogo abbia formato la sua cultura letteraria, con scritti, opere e dottrine scientifiche, ed abbia riscosso apprezzamento nel panorama intellettuale nazionale. La candidatura alla struttura  ”Paesaggio Culturale Italiano” è collegata a un patrocinio  tecnico e al sostegno dell’ente comunale, per cui diventa decisivo l’interesse dell’amministrazione ebolitana – conclude il dottor Caprarella”. Eboli annovera molti personaggi che con le loro opere hanno dato lustro al territorio: Bernardo Silvano geografo e umanista nato nel 1465 apprezzato per le sue opere finanche nella allora Repubblica di Venezia, Giacinto Romano nato il 26 ottobre 1854, docente nelle università di Messina e Pavia, dove è ricordato come un riformatore degli studi di storia moderna e medievale, Matteo Ripa missionario che dedicò la sua vita alle missioni nelle terre dell’Estremo Oriente, che attraverso la sua esperienza fu l’ideatore e l’ istitutore dell’attuale Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, e ancora Gherardo Degli Angioli nato il 16 dicembre 1705 , un poeta e un religioso dell’Ordine dei Minimi, elogiato da Giambattista Vico in una celebre lettera del 1727, scelto come poeta di corte a Vienna presso gli Asburgo nel 1729, che nel giardino della casa natia di Eboli, luogo di ispirazione poetica, produsse numerosi testi che gli valsero già in quei tempi molte onorificenze e apprezzamenti. Fu fonte di indirizzo delle opere di Giacomo Leopardi, come confermato da diverse raccolte bibliografiche del tempo e di epoca contemporanea. Eboli conserva di questo frate un ammirevole ricordo, ad esso è dedicata una strada, oggetto di studio, ispiratore di molti letterati e al centro di importanti convegni e seminari, la cittadina resta  fedele conservatrice della sua memoria ove raccoglie ammiratori e seguaci. L’importante letterato e religioso ebolitano ha lasciato un’ impronta indelebile nella città, i suoi segni sono ancora evidenti nella casa natia, e nel suo giardino, ove era solito, in armonia con la natura, dedicarsi alle scritture. Palpabile è ancora la sua presenza nel convento di San Pietro Alli Marmi, dove soggiornò durante il suo periodo monostatico ebolitano prima di trasferirsi a Napoli nell’ordine nell’ Ordine dei Minimi, una lapide ad esso dedicata è stata preparata per essere in seguito  in suo onore installata. “Col Parco Letterario Gherardo degli Angioli si intende organizzare armonicamente le risorse a disposizione nel territorio in cui il poeta è nato, ha risieduto, e ha composto le sue opere. La casa del poeta sarà il luogo predisposto come sede per l’accoglienza, salvaguardando le caratteristiche, con la possibilità di acquisto di materiale relativo al Parco, come libretti, brochure informativi sugli itinerari alternativi, culturali, naturalistici, del territorio ebolitano e della Valle del Sele. Sede di un piccolo museo che ricordi la permanenza di Gherardo Degli Angioli, cercando di ricostruire l’atmosfera e gli ambienti circostanti- ribadisce  Raffaele Ferrara, che con Carmine Caprarellae il gruppo culturale ebolitano, hanno portato all’interesse dell’amministrazione comunale la possibilità di commemorare lo storico religioso ebolitano in un’ impresa che possa dare lustro alla città attraverso l’istituzione del parco Letterario “Gherardo degli Angioli di Eboli e della Valle del Sele”.Gerardo Rosaniaex sindaco di Eboli, tempo fa, in un incontro dibattito presso il Liceo Artistico “Carlo Levi” affermava: “Gli ebolitani hanno nei confronti di questa figura immensa, un debito che deve essere recuperato”. Un Parco Letterario, dunque, che ritrovi le radici culturali del paese, che sia stimolo per l’economia locale, e nello stesso tempo valorizzii posti e i luoghi a noi cari; insomma  la letteratura, reinterpreta i territori, in un armonico connubio tra paesaggio, patrimonio culturale e attività economiche, in cui la sedimentazione del passato annuncia il progetto del futuro.

GIUSEPPE SANFILIPPO