“L’ETIMOLOGIA SALVERÀ IL MONDO. BENESSERCI TRA CIELO STELLATO E MADRE TERRA” – DI MARIELLA MAROTTA
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“L’ETIMOLOGIA SALVERÀ IL MONDO. BENESSERCI TRA CIELO STELLATO E MADRE TERRA” – DI MARIELLA MAROTTA

SECONDA PUNTATA DELLA RUBRICA CON LA NOTA PROFESSIONISTA CITTADINA CHE CI DISPENSA “PILLOLE” DI BUON VIVERE

L’ETIMOLOGIA SALVERÀ IL MONDO.
BENESSERCI TRA CIELO STELLATO E MADRE TERRA
“Apperò” esclama Carla “hai fondato un’associazione che si occupa di ben…ben… .
Aspetta! Non è benessere ma BEN-ES-SER-CI. No, vabbè, questa me la spieghi!”.
Ecco, questi sono i momenti in cui vorrei una bacchetta magica; vorrei che a
comunicare non fossero le parole, ma le emozioni; vorrei che fossero le saggezze
interiori a darsi la voce. Trovo s-valorizzante di-chiarare attraverso costrutti
linguistici ciò che strutturato non è. “Sabato ce ne andiamo a Matera!”. Mi
sembrava l’unico modo perché le nostre intuizioni potessero scambiarsi le giuste
informazioni. “Matera? Sabato? Ma piove! Certo, la curiosità mi prende….vorrà dire
che il sole lo facciamo uscire noi! Ma poi, perché Matera?” “Carla, fidati, l’etimologia
salverà il mondo!” “Mariella. Basta stranezze!”. La derivazione del nome Matera
non è ancora ben definita. Tra le varie, vi sono la possibilità che esso derivi dal greco
METHEORA ovvero Cielo Stellato o dal latino MATER ovvero Madre Terra. Ed è
proprio qui, in questo intreccio di storia, cultura, natura che risiede il mio concetto
di BENESSERCI: stare bene immersi in ciò che è più legato all’archetipale, immersi in
ciò che risiede in noi tramandato dalla nostra storia di esseri umani. Tutto questo si
può rintracciare solo se “viviamo” luoghi fortemente simbolici (archetipali, appunto)
che si sono costruiti e formati attraverso le ere e il passare del tempo (come
Matera); luoghi attraversati da culture e lavoro dell’uomo, in cui egli ha amato,
odiato, ha creduto, sperato, vissuto e anche morto; luoghi che, senza parlare, ci
offrono gratuitamente l’opportunità di compensare i nostri vuoti affettivi ed
emozionali. Ahimè l’intuitività e l’istintività sono state, indebitamente, surclassate
dall’uso sfrenato della razionalità. L’uomo della modernità non è più riuscito a
trovare luoghi interiori per dar voce alla propria libertà, creatività, coraggio,
passione, curiosità…da qui l’ansia, la dissociazione tra ciò che è individuale e ciò che
è collettivo, la repressione. La vita reale, ingrigita da codifiche modaiole, deve
ritornare ad essere illuminata dal riflesso dorato dei sentimenti e delle emozioni, e il
sognare deve ritornare ad essere la forza compensatrice che conserva e preserva il
nostro equilibrio. Ben venga dunque il passeggiare per il semplice passeggiare,
assaggiare cibi antichi per il semplice gusto di farlo, senza spiegazioni o
conversazioni impegnative, senza sovrastrutture ma lasciandosi permeare da ciò che
l’inconscio collettivo (storia, cultura, natura) ha da darci e da dirci. “Quindi
BENESSERCI significa essere come MANDALA? Dobbiamo essere come un cerchio
protettivo raffigurante un albero con le radici immerse nel passato e i rami immersi
nei progetti futuri?” “ Esatto, Carla! I progetti non sono altro che SOGNI CON UNA
DATA DI SCADENZA, e riabilitarli nella nostra vita ci renderà felici….LA PASSEGGIATA
A MATERA HA FUNZIONATO! Questa città archetipale ha parlato all’inconscio
discretamente….senza dire nulla di troppo!”