Natale in Poesia: i dolci versi della letterata Giovanni Iammucci
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Natale in Poesia: i dolci versi della letterata Giovanni Iammucci

Natale è il momento più atteso dell’anno soprattutto dai bambini, ma purtroppo, anche dal consumismo. Il vero senso di questa festa viene oscurato da una frenetica corsa alla materialità, e ci fa dimenticare una cosa fondamentale: si festeggia la nascita del Redentore, approfittiamone per far rinascere il nostro cuore. Intanto, ricordiamo alcuni autori che ci rammentano il vero valore delle cose.

Tutti ricordano Charles Dickens e il suo Canto di Natale, ma esistono anche altri autori che trattano il tema natalizio: alcuni con giocondità e altri con malinconia. Norman Wesley Brooks, scrive una poesia dal titolo: Lascia che sia Natale ogni giorno, e già dai versi: Il Natale è per sempre, non solo un giorno, per amare, condividere, dare… si evince il senso spirituale del poema. Come d’altronde, fanno anche Umberto Saba con A Gesù Bambino o Madre Teresa di Calcutta, con È Natale:

“È Natale ogni volta che sorridi a un fratelloe gli tendi la mano./È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro./ È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società./

E come non citare il grande Carlo Alberto Camillo Salustri, in arte Trilussa, che con Er Presepio, già fa riferimento al consumismo che regna a Natale, come Italo Calvino con il suo racconto I figli di Babbo Natale, contenuto nella raccolta Marcovaldo ovvero Le stagioni in città. Insomma, di poesie e racconti natalizi ce ne sono molti, ma io vorrei lasciarvi con una filastrocca che davvero mi ha lasciato un’impronta nel cuore. È l’Albero dei poveri di Gianni Rodari:

Filastrocca di Natale,

la neve è bianca come il sale,

la neve è fredda, la notte è nera

ma per i bimbi è primavera:

soltanto per loro, ai piedi del letto

è fiorito un alberetto.

Che strani fiori, che frutti buoni

oggi sull’albero dei doni:

bambole d’oro, treni di latta,

orsi dal pelo come d’ovatta,

e in cima, proprio sul ramo più alto,

un cavallo che spicca il salto.

Quasi lo tocco… Ma no, ho sognato,

ed ecco, adesso, mi sono destato:

nella mia casa, accanto al mio letto

non è fiorito l’alberetto.

Ci sono soltanto i fiori di gelo

sui vetri che mi nascondono il cielo.

L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:

io lo cancello con un dito.

Buone feste a tutti.

Giovanna Iammucci